Il Foro Sociale Mondiale 2009 è in marcia

28 01 2009
di Giuseppe Riggio SJ
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Accompagnato dalle note della canzone “Gracias a la vida”, l’immenso e colorato mondo del Foro Sociale Mondiale (FSM) 2009 si è messo in movimento questo pomeriggio con il tradizionale appuntamento della marcia inaugurale che si è snodata per le strade di Belém lungo un percorso di circa 5 chilometri, dalla vecchia zona del porto (Estação das docas) fino alla stazione dei pullman. Il percorso della marcia deciso dagli organizzatori del FSM è di certo significativo per la città di Belém e per gran parte dell’Amazzonia, perché coincide in buona parte con quello della ben conosciuta e molto partecipata processione del Cirio che viene fatta in ottobre e raduna quasi due milioni di pellegrini per la festa della Nossa Senhora de Nazaré, patrona dell’Amazzonia.

Il numero dei partecipanti alla marcia del FSM non è stato altrettanto grande, ma resta di tutto rispetto. Le autorità e la stampa locale parlano di 50.000 partecipanti alla marcia e di circa 100.000 persone presenti in città in occasione del FSM. La consistente partecipazione giovanile è di sicuro quella che colpisce di più. Erano, infatti, tantissimi i giovani presenti alla marcia che hanno incessantemente animato il cammino con i loro canti, il ritmo incalzante dei tamburi e i balli. Alcuni di loro fanno parte di associazioni di volontariato, di movimenti della società civile o sono interessati ai temi del FSM. Altri, invece, sono qui forse più per curiosità che per convinzione, si guardano intorno e partecipano del clima di festa contagioso che si respira. Tutti, però, accreditano che un “altro mondo è possibile”.

Ad ogni modo la grande protagonista della prima parte della marcia è stata la pioggia che è caduta incessante e violenta per circa un’ora. Per gli abitanti di Belém e per chi conosce il clima di questa parte di Amazzonia la pioggia violenta e improvvisa di questo pomeriggio non è stata una sorpresa. Al contrario era attesa perché gennaio è un mese molto piovoso e quasi sempre la pioggia cade nel primo pomeriggio. Di certo è stata una protagonista che ha creato qualche scompiglio, ma non ha rovinato il cammino.

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Altri protagonisti della marcia sono stati gli indigeni dell’Amazzonia. Fin dal momento della convocazione di questa edizione del FSM a Belém era chiaro che le popolazioni indigene e i temi dell’ambiente e dello sviluppo

sostenibile sarebbero stati al centro dell’attenzione del FSM. E le cifre elevate di partecipazione delle popolazioni indigene al FSM confermano queste previsioni (circa 3.000 presenze). Adesso la grande sfida per questa edizione del Foro è che nell’affrontare i temi ambientali le popolazioni indigene non siano meramente passive, ma siano protagoniste in prima persona, dando quel contributo, proprio e unico, che viene da una sapienza che ha le sue radici profonde nella terra e nel rispetto della natura.

Nella grande massa di partecipanti alla marcia c’erano anche i gesuiti, i collaboratori e quanti hanno preso parte al Pre-Forum Fé’namazônia. Gli striscioni preparati dal gruppo di SAPI sui temi della guerra, del diritto alla terra e delle violenze contro i cristiani hanno riscosso molto interesse così come i loro abiti che ricordano i colori tradizionali delle popolazioni Dalit, considerati intoccabili secondo la tradizione indiana perché fuori casta e tuttoggi vittime di pregiudizi e discriminazioni.

Ecco alcune foto scattate lungo le quattro ore di cammino.

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